F. NIETZSCHE

VITA E OPERE

1.

Friedrich Wilhelm Nietzsche nasce nel 1844, primogenito di un pastore protestante e della figlia di un pastore (Franziska Oehler). Dopo avere messo al mondo altri due figli (Elisabeth e Joseph), il padre muore nel 1849. L'anno successivo muore anche il fratellino. La giovane vedova si trasferisce a Naumburg con la suocera e due cognate. Negli scritti autobiografici, Nietzsche rievoca accoratamente la morte del padre e l'assenza, nella sua infanzia e adolescenza di una figura maschile di riferimento.

Al ginnasio, frequentato a Naumburg, egli scopre la sua vocazione intellettuale, interessandosi di musica, poesia, filologia, filosofia. Tali interessi si estendono e si approfondiscono a Pforta, ove porta a termine gli studi ginnasiali.

Nel 1860, Nietzsche fonda, con due amici l'associazione musicale e letteraria "Germania", per la quale comincia a scrivere composizioni musicali, poesie e saggi letterario-filosofici. Nel 1862, due di tali saggi ("Fato e storia" e "La libertà della volontà e il fato") segnano il distacco definitivo dalla religione, vissuta negli anni dell'infanzia e dell'adolescenza con intensa partecipazione.

Nel 1864 s'iscrive alla facoltà di teologia e di filosofia di Bonn. Insoddisfatto dall'insegnamento, si trasferisce a Lipsia, ove avviene l'incontro decisivo con la filosofia di Schopenhauer. Dopo la parentesi del servizio militare, torna a Lipsia ove conosce, nel 1868, Richard Wagner, sviluppando una passione smisurata per la sua musica.

Nel 1869 è chiamato alla cattedra di filologia classica dell'Università di Basilea. Dal 1870 al 1879 continua l'insegnamento, scrive alcuni saggi sulla cultura greca, frequenta Wagner, conosce lo storico Jacob Burckhardt e stringe amicizia con il teologo Franz Overbeck, con il quale dividerà la stessa casa per cinque anni. Nel 1872 pubblica La nascita della tragedia dallo spirito della musica, accolta con entusiasmo da Wagner, ma attaccata da alcuni critici. Nel 1873 cominciano le crisi nervose che, con alterne vicende, segneranno la vita di Nietzsche sino al crollo finale. Tra il 1873 e il 1874 pubblica tre delle "Considerazioni inattuali"; David Strauss, l'uomo di fede e lo scrittore, Sull'utilità e lo svantaggio della storia per la vita e Schopenhauer come educatore. Nel 1876 esce la quarta "inattuale" - Richard Wagner a Beyreuth - che segna il distacco dal musicista. nel 1878 pubblica Umano, troppo umano. Un libro per spiriti liberi, le cui tesi sconcertano gli amici e gli inimicano definitivamente Wagner. nel 1879, in seguito ad un grave peggioramento delle condizioni di salute, Nietzsche dà le dimissioni dall'Università e riceve una pensione di 3000 franchi annuali. Comincia un perpetuo peregrinaggio tra la Svizzera, l'italia, la Germania alla ricerca di un equilibrio psicosomatico che non sopravverrà mai.

Nel 1881 pubblica Aurora. Pensieri sui pregiudizi morali, il cui effetto è di aumentare la schiera dei suoi critici e denigratori.

Nel 1882, attraverso l'amico Paul Rée, conosce Lou von Salomé, della quale s'innamora. Il sodalizio amicale e intellettuale è minato dal fatto che Lou, pure ammirando Nietzsche, predilige Paul Rée. La frequentazione di Lou determina la rottura dei rapporti con la madre e la sorella, che hanno un atteggiamento meschinamente moralistico. Il sodalizio si scioglie dopo un definitivo e non aspro "chiarimento". Nonostante l'attività intellettuale prosegua fervidamente (nel 1882 esce la Gaia scienza), la delusione amorosa e amicale, che destina Nietzsche alla solitudine, incide ulteriormente sullo stato nervoso in conseguenza di una depressione associata all'idea del suicidio. Dalla crisi nervosa esce, come per magia, la prima parte di Così parlò Zarathustra, che verrà terminato nel 1885.

I peregrinaggi continuano incessanti, anche se sempre più spesso Nietzsche si ferma a Sils-Maria nell'alta Engadina. Nel 1886 pubblica Al di là del bene e del male, nel 1887 La genealogia della morale. Tra il 1887 e il 1888, prende appunti per un'opera - La volontà di potenza. Saggio di una trasvalutazione di tutti i valori - alla quale assegna il compito di summa del suo pensiero. L'opera non vedrà mai la luce. L'intesa riflessione di questo periodo, che sottopone Nietzsche ad una tensione psichica estrema refluisce in tre lavori: Il crepuscolo degli idoli, Ecce homo. Come si diventa ciò che si è, L'anticristo.

Nei primi giorni di gennaio del 1889, a Torino, Nietzsche ha un crollo psicotico. Interviene l'amico Overbeck, che lo riconera a Basilea in una clinica per malattie mentali. In seguito all'intervento della madre, è ricoverato nel manicomio di Jena. Dimesso nel maggio del 1890, ma incapace di scrivere e di provvedere a se stesso, viene affidato alla madre con la quale vive sino al 1897, allorchè essa muore. Di Nietzsche si fa carico la sorella, che ha fondato nel 1894 l'"Archivio Nietzsche", sul quale vigilerà nell'intento di "espurgare" l'opera del fratello dei suoi toni più anticristiani e immorali.

Nietzsche muore il 25 agosto 1900, dopo oltre undici anni d'immersione in uno stato di sfacelo psicotico.

2.

Le opere di Nietzsche sono state pubblicate in italiano da Giorgio Colli e Mazzino Montanari, che, nonostante alcune persistenti censure degli eredi di Nietzsche, hanno realizzato un'edizione filologicamente ammirevole. I testi sono stati pubblicati prima da Adelphi e poi, su licenza di questa, da Mondadori nella collana Oscar. Questi ultimi volumi (La nascita della tragedia, Considerazioni inattuali; Umano, troppo umano I e II, Aurora, idilli di Messina, La gaia scienza; Così parlò Zarathustra, Al di là del bene e del male, genealogia della morale; Il caso Wagner, Crepuscolo degli idoli, L'anticristo; Ecce homo, Ditirambi di Dioniso, Nietzsche contro Wagner) sono corredati ciascuno da una scelta di frammenti postumi che consentono di ricostruire la geanealogia del pensiero nietzschiano. Nel 1996 è stata pubblicata da Bompiani La volontà di potenza, il libro mai portato a termine da Nietzsche ricostruito sulla base degli appunti.

La bibliografia su Nietzsche è sterminata. Segnalo: W. A. Kaufmann, Nietzsche. Filosofo, psicologo, anticristo, Sansoni, Firenze 1974; G. Vattimo, Introduzione a Nietzsche, Laterza, Bari 1985; M. Ferraris, Nietzsche e la filosofia del Novecento, Bompiani, Milano, 1989; E, Nolte, Nietzsche e il nietzscheanesimo, Sansoni, Firenze 1991; K. Jaspers, Nietzsche . Introduzione alla comprensione del suo filosofare, Mursia, Milano 1996; D. Losurdo, Nietzsche e la critica della modernità, Manifestolibri, Roma 1997; AA. VV. (a cura di M. Ferraris), Guida a Nietzsche, Laterza, Bari 1999; D. Losurdo, Nietzsche, il ribelle aristocratico. biografia intellettuale e bilancio critico, Bollati Boringhieri, Torino 2002.

3.

Nonostante siano state avanzate le ipotesi più varie sulla malattia mentale di Nietzsche, io sono sempre stato convinto che essa abbia un intimo rapporto con la sua esperienza familiare e sociale, la sua vita interiore e l'attività intellettuale. Per quanto questo rapporto non sia in assoluto essenziale per valutare il contributo che Nietzsche ha dato alla cultura dell'uomo su se stesso, esso merita ancora una riflessione, perchè ciò che è stato scritto a riguardo non è esauriente. Mi riprometto, non appena sarà possibile, di dedicare un articolo a questo problema.

luglio 2003